|
sabato, 14 novembre 2009
nomi
chiamerò questo blog "centro riabilitazione cuori infranti": quando entro in crisi,sto qua, scrivo cose tristi e incomprensibili, mi sfogo, piango, dico cose assurde. Quando è passato, torno a alla vita di tutti giorni. Pensavo che spesso deve aver pensato il lettore "mio dio, che blog triste". Ecco, per dire : non è proprio vero, insomma. Dipende dove e quando mi vedete e leggete, a seconda dei giorni, dei blog, degli stati d'animo, un po' come degli amici. Voi siete quelli più preziosi, quelli su cui appoggio i dolori più delicati e profondi, e assieme, a volte, le gioie più care.
martedì, 13 ottobre 2009
mi coccoli stasera ?
mi coccoli ? mi abbracci ? mi stringi vicino a te ? solo un attimo, il tempo di non aver paura. non mi serve tanto. se lo fai, sarò ciò che di meglio possa essere. se lo fai gratuitamente, sarò tuo. tuo nel modo più totale. sarò sincero, e fedele, e tutto quello che vuoi tu. sarò come tu mi vuoi, perchè sarò troppo felice che ci sei. io sarò tutto e sarò niente. io sarò e sarò e sarò in un continuo evolvere. io sarò. io sarò, io sarò. io sarò tutto quello che vorrò essere.io sarò libero. io sarò libero. io sarò libero. senza di te.
0 commenti.
cacca! popò ! pipì ! madonna che merda! oh cristo ! mi uccido ! uccido la maschera ! uccido la maschera ! grazie ! grazie ! grazie ! grazie ! grazie perchè se ci foste non potrei essere me stesso, con la cacca, la popò e la pupù. con la merda. viva la merda ! la merda liberatoria ! copriamoci di merda, merda, merda ! è calda, in fondo! copriamoci di merda ! che fatica imbalsamarsi in una figura che volete. che fatica uccidere quella figura, distruggerla e ricoprirla di merda per reazione, per poi sfilare quel po' di essenziale in lei e cagare, cagare, cagare, dire come un bimbo piccolo le brutte parole, per non avere paura, per dire il mondo non crolla, nessuno ti giudicherà, nessuno ti ammazzerà, non c'è nessuno e il mondo va avanti, che libertà ! oh! mondo! vai avanti sai ! che io non ho voglia. io sto qui, stasera. io sto fermo. sto fermo. sto fermo. buono il whisky. cacca, popò, pipì. cacca, popò, pipì. io non sono. io non esisto. non esisto in una figura immobile. io sono merda, schifo, maldipancia. io voglio essere merda schifo e maldipancia. io voglio essere libero di essere merda schifo e maldipancia. è la merda, tesoro, ed è così confortante, la merda. la merda non giudica, ti scalda. la merda sta lì, senza importi etichette strane. la merda è libera. non ha padroni, perchè nessuno la vuole possedere. con la merda puoi star seduto a parlare.oh. no. oh. paaaaaaaaaaaa!
mi raccogli, stasera, amore?
mi raccolgo, stasera, amore...
lunedì, 12 ottobre 2009
sono un po' giù
In questa società del sempre tutto bene, tutto in forma, dell' ottimismo a tutti i costi e del "scusami se dò fastidio"; in cui la realtà scomoda viene celata sotto il tappeto per non dare troppo disturbo, la più grande libertà è poter dire : "sono un po' giù". Accettarlo. E non vederlo rifutare come un peso o ingigantire come "sto per morire". Sono giù. Sono un po' giù. Lo confido proprio perchè non vedo nulla di male, nel confidarlo. Sono un po' giù. E fra un po' di giorni sarò di nuovo un po' su. Non preoccupatevi eccessivamente, e nemmeno un po', mi verrebbe da dire. Già poterlo scrivere, è come abbandonarlo fra le pieghe di un diario, finalmente libero. Fra poche ore dovrò andare al lavoro, e non sarò libero di vivere, tranquillamente e serenamente, questo momento un po' giù. E' così bello avere un momento un po' giù, senza farne un dramma. Purtroppo, ho abituato le persone a non vedermi mai giù, per cui quando mi vedono si preoccupano, creandomi del fastidio. E invece vorrei non si curassero troppo di me, e mi lasciassero in pace a vivere il mio momento un po' giù, anzichè sorridere per farli contenti e "no, tranquilli, tutto bene", anzichè poter dire "no, sono un po' giù. Nulla di grave : sono solo un po' giù.". E' bello essere liberi qui, signori. Buona settimana. E mi torna il buonumore, solo per esser stato libero di poter vivere il mio momento un po' giù, e in fondo abbandonarlo qui.. No no no, che palle, mi sto rallegrando... Devo impegnarmi : "Sono un po' giù!" ;-)
domenica, 04 ottobre 2009
.
Scrivere per se stessi è una delle cose più difficili e semplici assieme.Io scrivo per me stesso. E questo è bello. A volte, dico, scrivo per me stesso. In quel caso, e solo in quel caso, allora, esce qualcosa di mio. Poi succede che il tempo muta le cose, le trasforma, e intanto tu scrivi. E abbandoni sulla seconda persona singolare la singolarità peculiare dell' Io. Io abbandono me stesso sulla seconda persona singolare. O sull' infinito. L' utilizzo della prima persona, incastra in un ambiente limitato le parole, impedendmi quasi di abbandonarle, libere, nell' infinito delle loro possibilità. Ma è un attimo. Poi, io, sono ugualmente abile a lasciarle correre, ma, ogni volta, alla scrittura di "io", è come se partisse un freno, un blocco, qualcosa che rallenta il passo. Esporsi, probabilmente. Sono io, quel "tu". E' facile, se lo fai tu. Ma è difficile se lo faccio io. Però, se lo fai tu, è davvero semplice. Ma di una semplcità tale che risulta imbarazzante dirti cosa fare, come fare, lasciarsi andare, spiegarti come son sciocche alcune tue paure e descriverti, per filo e per segno, la bellezza dell' abbandono. Dovreste vederle, le mie dita sulla tastiera, la velocità di percorrenza. Rallentano, in pausa, alla comparsa dell' "io", per poi abbandonarsi come fili di seta al vento al comparire del tu. Tu potresti gioire e fare capriole e smetterla di ascoltare e di pensare e prendere la vita tra le mani e accorgerti che è un gioco, una grossa presa per il culo assurda, e che più assurdo sarai tu più assurda sarà lei, senza giusto, sbagliato, bene, male, in un relativismo totale e senza forma, in un abbandono cosmico e in un magma condensato in cui abbandonarsi senza forma, senza bisogno di essere, in una qualche dimensione. Bisogno di essere. C'è. Ma piuttosto che trovarsi costretti nelle maglie di un io limitato, è molto più bello farlo volare sulle ali di un tu dalle possibilità infinite, leggere, delicate e sensibili, che nessuno ferirà mai, perchè lontane dall' io. Non so, mentre scrivo, se queste parole lasciate libere di uscire le lascerò volare nude sull' etere di un blog abbandonato o se le rinchiuderò nel mio cassetto. Mi porrò poi il problema. Non fate male alle mie ali libere. Io ve le lascio qua. Ma non fate del male a queste mie ali libere e belle che nascondo dietro un velo. Mi fido.
giovedì, 17 settembre 2009
come fili di seta al vento
Come fili di seta al vento, leggeri, senza pensieri. Chi vivrà vedrà. (e, come sempre quando i pensieri sono liberi, l' associazione prende una sua direzione, aleatoria, e penso a "Gianna" -chi virvrà vedrà- di Rino Gaetano, una delle sue canzoni che mi piace meno. Chissà come prendono le strade, i pensieri..
Non penso, poi, e difronte al nulla, è qualcosa di bello che esce o, meglio, che sta : un fiore all' occhiello, una luce all' interno, di pace. Silenzio.
Ed è un silenzio difficile da comunicare, e spiegare. E non è peraltro nemmeno un silenzio che voglia essere comunicato, nè ha smanie di protagonismo.
Un silenzio trattenuto.
In me.
Questo è.
Io, invece, sono.
domenica, 21 giugno 2009
Ecce, igitur.
Trattenendo le parole dentro di me, non mi disperdo.
E cresco.
Come un fiore che avessi sempre piantato fuori, di me.
Ora è dentro.
E non può esser rubato.
venerdì, 15 maggio 2009
Io.
Io.
Metto un punto. All' Io.
Ogni volta che metto la virgola, scivola distratto su di te, sulla tua eco di accoglienza che, tolta, mi strappa parte di me.
Metto un punto. All' Io.
E gioisco di me. E lascio correre le parole su me.
Sì.
lunedì, 04 maggio 2009
parole
non possiamo delegittimare le parole
dal loro senso univoco e profondo,
possiamo nasconderci dietro di loro come maschere
finte
come dietro la calza del prete cui chiedere perdono.
Non a me.
(parlando con Claire)
domenica, 03 maggio 2009
fatalitaten
ora come ora c'è solo silenzio. silenzio che come un'altalena oscilla fra vecchi ricordi e nuovi rancori, giovani speranze e felici perdoni.
c'è, più di ogni cosa, la sensazione di star bene, stasera.
E, sì, lo ammetto, vorrei averti accanto.
Ma lo saprà solo qualche malcapitato lettore.
|
|